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COMUNICATO STAMPA 30.10.2026
Si è svolto nella Sala Consiliare della Provincia di Grosseto l’incontro “Il controllo delle Arbovirosi: analisi della situazione attuale e proposta di un esempio di gestione virtuoso, sviluppato in ottica One Health”, promosso da Asl Toscana sud est e Provincia di Grosseto. Un'occasione di confronto sull’andamento dei casi di arbovirosi nel 2026 sul territorio provinciale, con particolare attenzione alla West Nile, e sulle strategie da adottare per passare dalla gestione delle emergenze a una prevenzione continuativa e sostenibile.
Nel corso dell’incontro è stato illustrato il “modello Castiglione”, l’esperienza sviluppata dal Comune di Castiglione della Pescaia attraverso la collaborazione con l’Azienda USL Toscana sud est e il Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud.
Ad illustrare le attività realizzate è stata Melania Farnese, istruttrice direttiva tecnica dell’Ufficio Ambiente, Agricoltura, Caccia e Pesca del Comune di Castiglione della Pescaia, che ha spiegato il percorso intrapreso dall’amministrazione comunale e le azioni messe in campo per una gestione più strutturata del fenomeno.
«L’esperienza presentata si fonda su un principio preciso – afferma la sindaca di Castiglione della Pescaia, Elena Nappi –: per contrastare efficacemente le arbovirosi non è sufficiente intervenire quando si verifica un’emergenza sanitaria, ma è necessario agire in anticipo, riducendo le condizioni ambientali favorevoli alla proliferazione dei vettori. In questa prospettiva, la prevenzione dei focolai larvali e la corretta gestione dei ristagni d’acqua rappresentano strumenti fondamentali».
Il Comune, in collaborazione con l’Azienda USL e il Consorzio di Bonifica, ha individuato i punti del territorio maggiormente esposti a criticità ed ha definito interventi larvicidi mirati, nelle caditoie stradali e nei fossi individuati come sensibili, affidati a una ditta specializzata e ripetuti con cadenza programmata, con eventuali interventi aggiuntivi in caso di condizioni meteorologiche che possano comprometterne l’efficacia.
Accanto alle attività operative, il modello prevede un ruolo centrale per la prevenzione e l’informazione: ordinanze comunali, comunicazione del calendario degli interventi, incontri pubblici e sensibilizzazione dei cittadini sull’importanza di eliminare i ristagni d’acqua nelle aree private.
Il “modello Castiglione” propone dunque un percorso fondato sulla programmazione, sul monitoraggio delle criticità e sulla collaborazione tra enti, privilegiando la prevenzione larvicida e la gestione ambientale rispetto al ricorso sistematico agli interventi adulticidi, da valutare secondo le indicazioni dei piani sanitari e in relazione alle specifiche situazioni di rischio.
«L’esperienza di Castiglione della Pescaia - conclude la prima cittadina - assume particolare interesse anche per il contesto ambientale in cui si sviluppa, la riserva naturale della Diaccia Botrona. Un territorio che esprime concretamente i principi dell’approccio One Health, che integra la tutela della salute umana, animale e degli ecosistemi».
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Ultimo aggiornamento: 30 ottobre 2026, 19:23