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Al MuVet la Giornata degli Etruschi celebra il “Giano Bifronte” di Gino Severini: storia di un dono e di un mecenate illuminato

Domenica 27 settembre incontro dedicato al dialogo tra arte etrusca e modernità e alla straordinaria donazione della scultura di Severini al Comune di Castiglione della Pescaia e al MuVet

Data :

24 settembre 2026

Categorie:
Comune
Municipium

Descrizione

COMUNICATO STAMPA 24.09.2026

Il MuVet – Museo Civico Archeologico Isidoro Falchi di Vetulonia celebra l'edizione 2026 della Giornata degli Etruschi con un appuntamento dedicato all'arte, alla memoria e al mecenatismo. "Uno di Due: dal Culsans etrusco di Cortona al Giano Bifronte di Gino Severini. Storia di un dono e del mecenate che lo seppe volere” è il titolo dell'evento in programma domenica 27 settembre, a partire dalle 17:00, realizzato con la compartecipazione del Consiglio regionale della Toscana. Al centro dell'incontro sarà la straordinaria donazione al Comune di Castiglione della Pescaia e al MuVet della scultura in bronzo Giano Bifronte di Gino Severini da parte del collezionista Roberto Bilotti Ruggi d'Aragona. Un gesto di grande valore culturale che trova nella Giornata degli Etruschi l'occasione ideale per raccontare il rapporto tra passato e modernità attraverso i secoli.

La Giornata degli Etruschi nasce, su iniziativa del Consiglio regionale della Toscana, per ricordare il conferimento del titolo di Granduca della Toscana al Duca di Firenze Cosimo I, avvenuto il 27 agosto 1569 con una bolla papale da parte di Pio V; quel titolo poneva Cosimo I e i suoi successori ad un livello di prestigio che nessun altro principe italiano avrebbe potuto vantare, estendendo ufficialmente il loro governo dalla città di Firenze al territorio che fu degli Etruschi. Tale avvenimento ha anticipato l'attuale configurazione della Regione Toscana, e rientra tra le iniziative che il Consiglio regionale promuove per celebrare ricorrenze e anniversari di particolare importanza per l'identità toscana.

Quale migliore occasione per festeggiare la straordinaria e generosa donazione della scultura in bronzo di ispirazione etrusca dell'artista futurista Gino Severini, prendendo le mosse dal tema della mostra appena conclusa “Un mecenate e i suoi tesori. Dalla Collezione archeologica di Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona in Roma” che aveva portato a Vetulonia importanti testimonianze della collezione del mecenate e collezionista.
Il Giano del Maestro cortonese, ispirato al celebre bronzetto etrusco di Culsans, con il quale ha duettato in mostra, testimonia i legami di collaborazione e amicizia tra musei etruschi della Toscana, tra un artista e la sua città natale, tra enti pubblici e collezionisti “illuminati”. Il tutto unito dal fil rouge della passione per l’arte etrusca, attraverso i secoli.

«Il museo di Vetulonia con le sue mostre straordinarie - dichiara la Sindaca Elena Nappi - continua a mietere successi, tanto da diventare un luogo al quale è piacevole donare opere importanti, come è accaduto per il Giano Bifronte di Severini. Oltre 10.000 visitatori hanno potuto godere di queste meraviglie che per un anno sono state in mostra grazie alla immensa disponilità del suo prestatore che si è dimostrato un vero amico per il MuVet. Questa iniziativa continua a celebrare l’importanza della cultura nella vita di tutti i giorni ed il Museo è una fucina continua di idee, progetti, laboratori, conversazioni tra passato, presente e futuro in uno scambio costante di riflessioni molto apprezzate da visitatori e turisti. Qui il tempo si ferma per far dialogare tutte le lingue della nostra storia, connetterci con le nostre radici e proiettarci verso un domani più consapevole».

L’evento, incentrato sulla figura dell’artista e sul tema del “doppio”, si articola in una conversazione con i donatori e gli esperti di arte e archeologia, alle 17:00, e alle 18:30 nello spettacolo teatrale “Diotima e i leoni”.
La conversazione in piazza Vetluna, alla quale interverranno insieme alla sindaca Elena Nappi e alla direttrice scientifica del MuVet, Simona Rafanelli, Romana Severini, figlia del Maestro e donatrice, Roberto Bilotti Ruggi d'Aragona, collezionista e donatore, Giulio Paolucci, direttore del MAEC-Museo Etrusco e della Città di Cortona, intende scandagliare il rapporto tra passato e modernità, valorizzando il dialogo ininterrotto fra i linguaggi dell’arte moderna e arte antica, espressi dai capolavori scultorei del Futurismo ed in particolare dalla statua bronzea di Severini, ispirata al bronzetto etrusco del dio Culsans, Giano per i Latini, rinvenuto nel 1847 presso la porta bifora della cinta muraria di Cortona e oggi custodito al MAEC-Museo dell’Accademia Etrusca e della città di Cortona.
Lo spettacolo di teatro e danza “Diotima e i leoni”, a cura della compagnia teatrale Anima Scenica, è interpretato da Elisa Bartoli, Irene Paoletti e Pablo Torregiani; regia e testi di Irene Paoletti. Si incardina sul tema del doppio maschile/femminile. La protagonista, Diotima, rompe gli schemi e si riappropria di un ruolo che non le viene riconosciuto. Attraverso il legame con il suo istinto più profondo, riscopre il culto della Dea Madre e la sua natura di donna libera, simboleggiata dalla danza con i leoni.

Ultimo aggiornamento: 24 settembre 2026, 17:30

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