
Con un contributo di 17.200
euro la Banca Monte dei Paschi di Siena sostiene gli scavi nel
quartiere etrusco-romano di Vetulonia. “Ringraziamo per il
sostegno alla cultura che ci giunge da un istituto che alla cultura
ha dato sempre valore e che ha compreso come una città
nascosta come Vetulonia possa riservare scoperte importanti per la
conoscenza del popolo etrusco” – commenta Sandra
Mainetti, assessore alla Cultura. Una seconda campagna di scavo,
iniziata il 21 settembre, si concluderà domenica 9
ottobre.
A luglio e agosto, durante la prima ripresa degli scavi dopo
vent’anni, si erano accesi molti entusiasmi, soprattutto dopo
i primi ritrovamenti che hanno rafforzato la consapevolezza che un
quartiere tanto vasto, che aveva già regalato scoperte come i
fregi architettonici della cosiddetta casa di Medea o la
spettacolare clava di Ercole, potesse riservare grandi e importanti
“sorprese”. Tra i più entusiasti lo stesso sindaco
Monica Faenzi giunto in visita a Vetulonia accompagnata da
Francesca Temperini, consigliera del Ministro dei Beni e delle
Attività Culturali Sandro Bondi.
Tra i ritrovamenti più significativi della prima campagna
ricordiamo: un ampio tratto di strada basolata che corre con
orientamento est-ovest parallelamente al piano stradale (il
cosiddetto decumano) rinvenuto da negli scavi ottocenteschi,
conferma di una rete di percorsi stradali e di vicoli ad angolo
retto per formare veri e propri quartieri in seno all’abitato
antico; le porzioni di strutture murarie poste a delimitare nuove
abitazioni, precedenti a quelle già individuate; i resti di
una monumentale rampa, forse gradinata, funzionale al
raggiungimento di un edificio di grande importanza (di carattere
civile o religioso: un tempio ?) posto sulla sommità del colle
di Poggiarello Renzetti. “Siamo davanti ad una parte della
storia della città antica di Vetulonia, anteriore a quella
sinora scoperta, assolutamente nuova e ricca di elementi di
conoscenza utili a ricostruire le vicende storiche di una fra le
principali città dell’antica Etruria” –
commenta Simona Rafanelli, direttrice del museo archeologico e
recentemente nominata ispettore onorario del patrimonio artistico e
storico del territorio castiglionese.
La nuova campagna di scavo ha già rivelato nuove scoperte che
saranno presto illustrate al pubblico.